Segnalo che Roberto Brunetti e Andrea Provaglio terranno un tutorial ed erogheranno alcune sessioni nell'ambito della conferenza Software Testing Forum che si terrà a Milano il 20 e 21 giugno 2011. In questo post di Roberto ci sono alcune indicazioni sui contenuti disponibili. Il modello della conferenza consente la partecipazione gratuita, con alcune attività (pranzo, tutorial) che sono a pagamento. Si tratta di modelli interessanti che spero possano essere applicati anche in altre occasioni per aumentare il numero di partecipanti.
Approfitto del post anche per fare i complimenti a Roberto per il suo libro Windows Azure Step by Step appena uscito, disponibile su Amazon anche in versione Kindle!
Microsoft ha da poco annunciato Build Windows, la conferenza in cui a settembre svelerà tutti i dettagli sulle nuove opportunità offerte da Windows 8. Come si può vedere dalle prime immagini ufficiali, e ancora meglio dal video su Channel9, questa nuova versione di Windows ha solo il nome e l’interfaccia utente per le applicazioni attuali (Office & C.).
Da un punto di vista prettamente tecnico, è certo un supporto molto alto per HTML5 e JavaScript per costruire l’interfaccia utente di un’applicazione, mentre non si trovano ancora commenti ufficiali sul posizionamento di WPF/Silverlight/.NET. Credo sia presto per tirare qualsiasi conclusione e la cosa migliore è valutare a fondo le novità che saranno presentate a settembre. Sebbene anche io capisca quanto possa far storcere il naso “incentivare” l’adozione di interfacce utente basate pesantemente su JavaScript, devo ammettere che la possibile adozione da parte di un mercato molto più vasto di quello dei “programmatori professionisti” è immensa. Apple ha già dimostrato che, sui grandi numeri, la distribuzione del software passa per Store centralizzati. Microsoft non farà altro che seguire questo trend e l’adozione di un paradigma di programmazione facilmente “accessibile” è una logica conseguenza.
Questo significa che qualsiasi applicazione andrà scritta così? Non credo proprio. La storia ci insegna che finora il “modello unico” non ha mai risolto tutti i problemi. A maggior ragione su Windows, dove uno dei mantra di Microsoft è la compatibilità. E più che la compatibilità, mi sembra che qua la questione sia più quella di non perdere il mercato consumer. Che non si può affrontare con le stesse armi usate per il mercato business.
Uscendo dalla questione prettamente tecnica, mi sembra di assistere a un déjà vu. Apple presentò il Macintosh nel 1984. Microsoft stette a guardare, fece un paio di versioni di Windows ma solo nel 1990, con Windows 3.0, rilasciò una versione in grado di competere realmente con il Macintosh in termini di funzionalità. In ogni caso, il terreno perso in alcuni settori (es. grafica professionale) non fu mai recuperato e ancora oggi il Mac è uno standard di fatto per alcune categoria professionali, sebbene esistano prodotti praticamente equivalenti anche per Windows.
Questa volta Microsoft sta reagendo allo stesso modo. Constatato che l’approccio iOS funziona sui telefoni e sui tablet, ha prima resettato la piattaforma mobile passando a Windows Phone 7. In questo caso la perdita di compatibilità con la piattaforma precedente (ma più che altro la perdita di funzionalità) non è stata drammatica, considerati i numeri in gioco. Ma quando si è trattato di fare la stessa scelta per il tablet, un progetto interno chiamato “Microsoft Courier” è stato affondato in quanto avrebbe introdotto un nuovo sistema operativo, potenzialmente concorrente a Windows. La sfida è quindi quella di far confluire le funzionalità adatte a un tablet in un sistema operativo omnicomprensivo. Un SuperWindows. Non è facile, io sono un utente di iPad da un anno e conosco bene pregi e difetti, da utente, di tale piattaforma. Da tecnico, il fatto di avere un solo ambiente di sviluppo lo vedo come un gran limite. Su questo fronte Microsoft ha un arsenale immenso. Ma il successo della piattaforma lo daranno gli utenti e non i programmatori, quindi è importante creare un bacino di utenza sufficiente ad attrarre gli sviluppatori che svilupperanno altre applicazioni. La scommessa è enorme, i fallimenti non sono ammessi.